E’ necessario continuare nella strategia che disincentivi le auto in centro

BENE LA RACCOLTA DI FIRME CONTRO L’INUTILE PARCHEGGIO DI PIAZZA DELLA VITTORIA

E’ necessario continuare nella strategia che disincentivi le auto in centro

“La strategia del Comune negli ultimi anni – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – è sempre stata tesa a disincentivare l’ingresso delle auto in centro, approntando dei parcheggi scambiatori serviti da minibus, servizio apprezzato e molto utilizzato dai reggiani: in questa logica appare sempre più assurdo il proseguimento del progetto, culturalmente datato anni ‘90, del parcheggio interrato in piazza della Vittoria, idea nata in un momento sociale ed economico ben diverso da quello attuale, ma soprattutto di forte espansione e crescita”. Figlio di questo periodo è stato anche il parcheggio di piazzale Marconi, che ha letteralmente sventrato la piazza davanti alla stazione e cambiato per sempre il tessuto sociale ed economico di questa zona. La sua costruzione è stata molto problematica sia tecnicamente (le infiltrazioni d’acqua costrinsero a lunghi periodi di stop dei lavori e a costi aggiuntivi notevoli) che per il lungo cantiere che ha costretto gli esercizi commerciali della piazza a chiudere, svendendo il tutto per due soldi ai cinesi, che da allora hanno il controllo di questa zona. E non ha certo risolto dei problemi di parcheggio, visto che una volta terminato nel 2002, è stato affiancato da quello di piazzale Europa, a due passi, enorme e gratuito, che ha vanificato questo sforzo. L’idea originaria è che chi veniva dalla parte sud della città per andare in stazione parcheggiasse in piazzale Marconi, mentre la parte nord si sarebbe scaricata su piazzale Europa. Non è proprio andata così, visto che quello gratuito è sempre gettonatissimo, mentre per vedere un’auto entrare o uscire in quello sotterraneo di piazzale Marconi occorre aspettare anche un’ora. E’ da questo fallimento, di cui non si parla mai, che bisognerebbe partire per ragionare di piazza della Vittoria: a chi giova un parcheggio interrato in centro? Forse a qualche residente, ma non certo alla collettività, che ha già a disposizione i posti alla ex Caserma Zucchi, distante poche centinaia di metri. Non a caso il progetto è passato da tre a due piani interrati e tuttora nella piazza incriminata non c’è traccia di lavori. La giustificazione è stata la presenza di infrastrutture interrate (tubi ed altro) che sconsigliano di fare il terzo piano: piuttosto appare una retromarcia calcolata per ridurre gli oneri costruttivi visto che il terzo piano era destinato totalmente alla sosta a rotazione e qualcuno deve aver capito la lezione di piazzale Marconi. “I costi non vengono inoltre ricompensati dai ricavi – continua Becchi – se si calcola che per i residenti un posto auto costa circa 50.000 € e i parcheggi sono 247, si ricava un ammontare di 12,35 milioni di euro, praticamente identico al costo (è un procject financing ) ipotizzato dell’opera di 12,5 milioni di euro: si fa presto a capire come l’azienda costruttrice non abbia molta spinta ad aprire il cantiere. Bene quindi la protesta dei commercianti e raccolta di firme contro questo parcheggio: forse bisognerebbe andare oltre e proporre un referendum cittadino su quest’opera. I tempi sono cambiati e anche la politica deve prenderne atto. Come le piazze adiacenti anche piazza della Vittoria ha urgente bisogno di un rifacimento, ma le risorse devono essere trovate nel bilancio comunale, non collegate ad opere faraoniche ed inutili”.

Link: legambiente reggio emilia

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Sabato 31 agosto iniziativa NO PARK VITTORIA

Il Comitato No Parcheggio Piazza della Vittoria è nato da un’iniziativa dal basso e spontanea di alcuni cittadini e alcune cittadine di Reggio Emilia, e, per questo motivo, non ha scopi di lucro, elettorali o di legittimità politica, né persegue “interessi di bottega”. Il Comitato persegue esclusivamente finalità sociali per l’interesse pubblico e per il bene delle collettività

Fra gli obiettivi del Comitato, descritti dettagliatamente nel suo Statuto, vi è quello di avviare una campagna di controinformazione e sensibilizzazione rivolta ai residenti, agli esercenti, ai lavoratori e alle lavoratrici di Piazza della Vittoria e delle aree limitrofe, nonché a tutti gli abitanti di Reggio Emilia, riguardo le problematiche relative al progetto, al cantiere, ai lavori e alla gestione del previsto parcheggio interrato sotto la sede stradale della piazza stessa.

Da meno di un mese il Comitato ha avviato una raccolta firme con lo scopo di congelare il piano esecutivo dei lavori per almeno 24 mesi al fine di discutere una mozione con l’Amministrazione Comunale, in maniera trasparente, non solo sulla reale utilità e sulla persistenza dell’interesse pubblico dell’opera, ma anche su tutte le criticità, in relazione ai lavori e all’infrastruttura ultimata, che sono state individuate dal Comitato.

Nella prima metà di agosto sono state presentate in Comune circa 1100 firme, ben oltre le 300 necessarie, per la discussione della mozione in Consiglio Comunale che, a tutt’oggi, deve essere ancora calendarizzata. Tuttavia la raccolta firme sta continuando e, in meno di un mese, sono già oltre 2000 le persone che hanno apposto la propria sigla per esprimere la propria solidarietà e il proprio sostegno al Comitato.

Ciononostante il Comune di Reggio Emilia, ha inviato una comunicazione agli amministratori dell’isolato san rocco con cui avvisa che lunedì 2 settembre 2013 inizierà la cantierizzazione per i lavori di spostamento dei sottoservizi. Si tratta evidentemente del primo step per la realizzazione del park interrato.

Se l’Aministrazione Comunale e il Concessionario dei lavori, ormai rimasti da soli a volere e a difendere questo scellerato progetto, hanno deciso furbescamente e arrogantemente di tirare dritto senza voler ascoltare e dare una risposta agli innumerevoli e legittimi interrogativi del Comitato No Parcheggio Piazza della Vittoria, allora siamo pronti a organizzare iniziative di piazza con manifestazioni, non violente, che non è escluso possano avere un carattere permanente nell’immediato futuro e che possano essere seguite da ricorsi legali.

Insieme agli attivisti del Collettivo R60, tra i primissimi, oltre un anno fa, a dire no al maxi progetto con tanto di dossier motivato e dettagliato, Sabato 31 Agosto 2013, a partire dalle ore 18, saremo in Piazza della Vittoria per un presidio di protesta e un dibattito pubblico di sensibilizzazione e controinformazione sul park interrato.

no park vittoria

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Salviamo la Piazza!

ATTENZIONE

Nonostante la raccolta firme, nonostante la mozione presentata in Cosiglio Comunale per un rinvio dei lavori a dopo le elezioni amministrative debba essere ancora calendarizzata e discussa, il Comune di Reggio Emilia, molto arrogantemente e incurante delle proposte del Comitato No Parcheggio in Piazza della Vittoria, ha inviato una comunicazione agli amministratori dell’isolato san rocco con cui avvisa che lunedi 2 settembre 2013 inizierà la cantierizzazione per i lavori di spostamento dei sottoservizi. Si tratta del primo step verso la devastazione e lo scempio per la realizzazione del park interrato.

Se l’Aministrazione Comunale e il Concessionario dei lavori, ormai rimasti da soli a volere e a difendere questo scellerato progetto, hanno deciso di tirare diritto senza voler ascoltare e dare una risposta agli innumerevoli e legittimi interrogativi del fronte del NO, siamo pronti a fare sit in e a occupare la piazza.

SALVIAMO LA PIAZZA!

SABATO 31 AGOSTO 2013

A PARTIRE DALLE ORE 17

PIAZZA DELLA VITTORIA

REGGIO EMILIA

Presidio, assemblea e dibattito pubblico, controinformazione, raccolta firme e tanto altro in Piazza della Vittoria contro il park interrato. 

Manifestiamo tutto il nostro dissenso e rilanciamo le nostre proposte.

La città è nostra! Difendiamola da chi vuole farne un salvadanaio per le lobby cementizie, immobiliari e finaziarie!

evento facebook https://www.facebook.com/events/322511327892259/

cemento

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Operazione Trasparenza. Quaranta domande sul park interrato Vittoria che necessitano di una risposta in nome dell’interesse pubblico

L’azione della pubblica amministrazione è rivolta, in via principale, a perseguire l’interesse generale della collettività, agendo attraverso l’esercizio del potere in modo trasparente.

La trasparenza, regolamentata secondo la L. 241/90 sul procedimento amministrativo, è soprattutto una regola generale che coinvolge ogni determinazione pubblica e rappresenta il principio costituzionale di buon andamento e imparzialità, canonizzato nell’articolo 97 della Costituzione.

Ne consegue che le finalità di pubblico interesse devono sempre consentire alla collettività di comprendere appieno i percorsi decisionali dell’amministrazione pubblica allo scopo di garantire una corretta partecipazione di tutti i soggetti coinvolti per l’adozione delle decisioni in conformità con la tendenziale coincidenza tra gli obiettivi da perseguire in linea con l’interesse pubblico e l’utilizzo del potere amministrativo.

Trasparenza e partecipazione sono, dunque, i pilastri basilari delle regole di condotta dell’amministrazione pubblica amministrazione che deve necessariamente fare della comunicazione, chiara e precisa, un elemento fondamentale per creare un ponte tra chi gestisce i cambiamenti urbani e la collettività che li vive in prima persona.

D’altra parte il diritto dei cittadini ad essere informati e a formulare osservazioni e proposte nella fase di ideazione  dei progetti di riqualificazione urbana, allo scopo di contribuire alla formazione delle scelte, è sancito in Emilia Romagna dalla legge regionale n. 3/2010 e non può essere svilito a formalità da espletare dopo che le  decisioni sono state definitivamente prese e i lavori si apprestano a partire, né essere ridotto al solo aspetto dell’arredo urbano, della riqualificazione di Piazza della Vittoria o dell’esenzione COSAP, come prevede l’Amministrazione Comunale reggiana.

Operazione Trasparenza. Quaranta domande sul park interrato Vittoria che necessitano di una risposta in nome dell’interesse pubblico”, che segue l’iniziativa della raccolta firme e precede le prossime iniziative di piazza, è un opuscolo realizzato dal basso che raccoglie molte delle domande che l’Amministrazione Comunale reggiana, a parere del Comitato No Parcheggio Piazza della Vittoria, non si è posta nei quasi 10 anni in cui ha negoziato soltanto col privato concessionario in merito all’equilibrio del piano economico e finanziario del progetto.

Siamo convinti che se la negoziazione per la questione mobilità urbana e, nella fattispecie per il park interrato Vittoria avesse coinvolto, in nome del principio della trasparenza e della partecipazione, anche la collettività e non si fosse attestata, come invece è accaduto, solo su accordi poco chiari tra Comune e privato, allora oggi non ci troveremmo nella situazione di dover aprire una conflittualità e una protesta sul progetto definitivo e esecutivo del park Vittoria.

Nell’opuscolo, il contraddittorio si mostra più aspro e provocatorio perché sul park interrato si ritiene di essere in presenza anche di una lesione del principio e del precetto costituzionale di imparzialità dell’agire pubblico. Ciò soprattutto per quanto riguarda l’obbligo dell’amministrazione di esaminare in modo completo, accurato e imparziale tutti gli elementi rilevanti della fattispecie (come affermato dalla Corte di giustizia delle Comunità europee) o l’obbligo di compiere in modo oggettivo un esame comparativo degli interessi pubblico e privato da valutare e di tenere conto dei relativi risultati.

Le quaranta domande dell’opuscolo vogliono rappresentare anche l’ennesimo invito rivolto all’Amministrazione Comunale a riflettere sull’utilità e la fattibilità dell’opera di fronte ai tanti, troppi, aspetti negativi presenti e futuri, di un’infrastruttura certamente incompatibile con il tessuto sociale e urbano della città.

Scarica l’opuscolo Operazione Trasparenza. Quaranta domande sul park interrato Vittoria che necessitano di una risposta in nome dell’interesse pubblico

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Piazza Vittoria, slitta l’apertura del cantiere definitivo

Pubblichiamo volentieri, con la riserva di verificare, la notizia di questa mattina apparsa su Gazzetta di Reggio. Intanto la raccolta firme prosegue presso gli esercizi commerciali dell’isolato san rocco (bar relive, libreria ariosto ecc.) e i banchetti di Reggio Democratica e Movimento 5 Stelle. Ci siamo fissati l’obiettivo di raggiungere 10.000 NO al park interrato,  ma siamo consci che le sole firme non bastano a fermare lo scempio e, perciò, presto decideremo insieme come ottimizzare la protesta.

Ribadiamo che già oltre 1000 firme sono state consegnate in comune per la discussione in Consiglio di una mozione per bloccare i lavori per almeno 24 mesi al fine di ridiscutere la revoca definitiva dell’opera contestualmente alla proposta di spostarla sotto la ex Caserma Zucchi (come era in origine, vedi qui), anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ai sensi dell’articolo 21 quinquies della L. 241/1990, “per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario”.

Per tutte le informazioni il contatto email a cui potete scrivere è

noparkvittoria@autistici.org

“Potrebbe slittare a inizio ottobre la delibera per l’avvio definitivo dello scavo in piazza Vittoria, con conseguente rinvio di qualche settimana dell’inizio dei lavori, fissati inizialmente a metà settembre.

Uno spiraglio sembra giungere dallo stesso vicesindaco Ugo Ferrari, che però avverte: «Non abbiamo ancora deciso né fissato la data della giunta. Vedremo tra qualche giorno sulla base del calendario, quando saranno tutti rientrati dalle ferie». La porta non è spalancata ma l’apertura sembra esserci. Anche perché, come già richiesto dall’assessore al welfare Matteo Sassi, sono in molti ad attendere che venga prima discussa la mozione per il congelamento del cantiere del parcheggio sotterraneo. «È il punto centrale della mozione popolare presentata in Comune – sottolinea Antonio Casella di Reggio Democratica – se danno l’ultimo via libera in giunta vuol dire che i lavori partono senza aver prima sentito il parere del consiglio comunale riguardo l’esecuzione del progetto. La prima seduta del consiglio al rientro dalle ferie dovrebbe cadere il 15 settembre. Se non ci saranno ingorghi nel calendario si potrebbe trattare subito l’argomento. Se verrà invece posticipata, chiediamo nuovamente che la delibera per il via libera dell’ultimo stalcio del progetto resti congelata. Anche perché ormai la giunta non può ignorare oltre mille firme a sostegno della mozione».

Domani il comitato si riunirà per fare il punto della situazione e sommare le ulteriori firme raccolte in città in questi giorni. Secondo l’ultimo dato, sono oltre 1.500 le sigle poste sui moduli, che vanno ben oltre le 300 necessarie per sostenere la mozione. Anche per questo, infatti, il Comune ha messo in piedi un ulteriore piano di concertazione con i commercianti dell’Isolato San Rocco, con sconti sulle tasse per ridurre l’impatto negativo del cantiere che stazionerà sulla piazza per 22 mesi.

«I lavori di riqualificazione dell’ex caserma Zucchi per la costruzione della nuova stazione delle corriere vanno più che bene – aggiunge Casella – Ma il parcheggio interrato è ben altra cosa. Buona parte dei firmatari sono semplici cittadini: ci aspettiamo quindi una comunicazione del Comune rivolta questa volta alla città e non ai soli commercianti»”.

Gazzetta di Reggio 23 agosto 2013

Piazza della Vittoria, slitta l’apertura del cantiere

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L’aggiudicazione definitiva non è immune da annullamento e revoca ai sensi della L. 241/90

Nell’ambito della riqualificazione urbana di piazza Trieste, il Comune di Jesolo aveva indetto nel 2006, attraverso la sua partecipata Jesolo Patrimonio srl, un bando di gara in cui rientrava anche la realizzazione di un parcheggio interrato.

All’esito della procedura aperta è risultata aggiudicataria, dapprima provvisoria e poi definitiva, la ditta Omniedil, la quale dopo aver partecipato a diversi incontri di negoziazione con la Jesolo Patrimonio srl, si è vista fare dietrofront da parte dell’amministrazione comunale. Tra le motivazioni dello stop il comune veneto indica: la presenza di fatto di alri parcheggi nell’area di piazza Trieste;  le numerose criticità create nella realizzazione di scavi di interrati (presenza di sottoservizi, la lunga durata del cantiere, i disagi disagi per le attività presenti nelle immediate vicinanze ma anche per quelle di un’area più ampia che dovrà subire alcune deviazioni prolungate); la possibilità concreta di realizzazione di un’autorimessa interrata in altra zona su cui insiste anche un parcheggio già esistente; la probabilità di allagamenti n coincidenza con eventi atmosferici intensi; una decisiva flessione dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera.

Contro il provvedimento dell’ammistrazione comunale di Jesolo la ditta ha fatto ricorso al TAR del Veneto che però ha dato ragione al Comune di Jesolo in quanto ha agito in regime di autotutela legittima secondo quanto previsto dall’articolo 21 della Legge 241/1990 anche per quanto riguarda l’indennizzo previsto.

La storia che interessa il comune veneto ha dei connotati molto simili a quelli del park interrato in piazza della Vittoria a Reggio Emilia. Pertanto insistiamo sul fatto che lo scempio e la devastazione che si apprestano a portare può essere fermato. Ma per fare ciò è opportuno e necessario che gli amminstratori del comune si dotino di una buona dose di capacità di ascolto, al fine di rivalutare e di ottimizzare il reale interesse pubblico di fronte a quello che ormai è solo un’operazione immobiliare a vantaggio di pochi privati.

Come comitato contro il parcheggio interrato di piazza della Vittoria, attraverso le pagine di questo blog, attraverso il profilo facebook e attraverso la nostra raccolta firme stiamo dando tanti input positivi di dialogo e confronto.  Ma, per ora, le sole risposte ottenute da chi ci amministra sono state solo le lagne sulle possibili penali e l’inutile predisposizione all’esenzione delle tasse sulle distese e sulle insegne.

Il park interrato di piazza della Vittoria può essere fermato e, con una razionalizzazione e una rivalutazione legittima dell’interesse pubblico, può essere spostato sotto la ex caserma Zucchi, come era previsto sin dall’origine e già in concessione alla ditta che si è aggiudicata il project financing per il park Vittoria. In tal caso non solo sarebbero ridotte tutte le criticità più volte indicate, ma sarebbe ridotto anche l’indennizzo dovuto per le spese già espletate.

Il link dove è possibile trovare informazioni è il seguente: venetoius

Nel documento TAR Veneto è possibile visionare la sentenza.

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I lati oscuri del Park Vittoria

Nell’articolo intitolato “Documenti istituzionali, atti, delibere, accordi, verbali di seduta di giunta e di consiglio” (documenti) abbiamo ripercorso l’iter del project financing, relativo al silos di Piazza della Vittoria, attraverso i documenti e gli atti ufficiali del Comune di Reggio Emilia.

Dal testo dell’articolo si evince sostanzialmente che l’idea del park interrato nasce come tematica puntuale (punto 9 Verbale Piazza Vittoria) toccata dagli interventi previsti nel Concorso Europeo di Progettazione per la riqualificazione delle piazze Vittoria e Martiri del 7 Luglio.

In relatà il CONCORSO PIAZZA TEATRI, le Linee Guida e il Documento Preliminare del suddetto concorso non citano mai la realizzazione di un parcheggio interrato, piuttosto pongono l’attenzione sulla rivalutazione culturale e architettonica della piazza (l’università, il sistema dei teatri e i monumenti e luoghi della memoria), sull’enfatizzazione del verde pubblico (rappresentato dai Giardini Pubblici) e sulla riconfigurazione della piazza (nuova pavimentazione, nuova illuminazione, nuovo arredo urbano).

La costruzione di autosilos sotto il manto stradale diventa ufficiale solo con l’approvazione del Programma Triennale LLPP 2005_2007 approvato dal Consiglio Comunale. Tuttavia l’elenco prevede, nel campo relativo alla descrizione dell’intervento, la realizzazione di parcheggi interrati o silos (Zucchi, San Girolamo, Piazza Vallisneri, ecc.) per un valore presunto di 15.000.000 €, e l’avviso indicativo, del 2005, per i lavori in project financing ne ribadisce la definizione.

È solo con la delibera GC_2006_70 approvata il 22 marzo 2006 dalla Giunta Comunale e messa in evidenza dal consigliere Giovannini nella seduta di Consiglio dell’11 dicembre 2006 CC 11_12_2006, che, per la prima volta il park interrato di Piazza della Vittoria fa il suo esordio nell’iter burocratico. Infatti la proposta, dichiarata sussistente dell’interesse pubblico e predisposta dall’ATI CCC – ITALCANTIERI – CFC, prevedela realizzazione di tre parcheggi interrati e rispettivamente: ex Caserma Zucchi (1 piano per 460 posti), piazza della Vittoria (1 piano per 79 posti e 45 box) e piazza XXIV Maggio (1 piano per 72 posti).

Anche il Programma Triennale LLPP 2006_2008 ribadisce l’intervento Parcheggi interrati o silos (Zucchi, San Girolamo, Piazza Vallisneri, ecc.), per altro con una disponibilità finaziaria, a partire dal 2008, di 1.500.000,00 €.

Insomma, ci pare di capire che, tra il 2004 e il 2006, sia venuta meno non solo l’informazione ai cittadini, ma anche la comunicazione tra gli organi istituzionali del Comune. Pertanto mentre il Consiglio approvava i documenti pluriennali sui LLPP aventi in elenco interventi con una certa descrizione, la Giunta approvava, a sua volta, gli stessi interventi ma con una descrizione diversa, cosa alquanto strana e non proprio ortodossa.

L’ipotesi che, tra Concorso Europeo di Progettazione per la riqualificazione delle piazze Vittoria e Martiri del 7 Luglio e Programma Triennale LLPP, sia spuntato improvvisamente un park interrato non previsto e non a conoscenza del Consiglio Comunale è supportata da un articolo della Gazzetta di Reggio del 15 giugno 2005.

Interessante notare come l’assessore Spadoni parli già di utili del “futuro parcheggio” mentre l’attuale vicesindaco Ugo Ferrari (all’epoca assessore all’urbanistica), così determinato oggi nell’avvio dei lavori, indichi invece “nessuno sta parlando di costruire un parcheggio”.

D’altra parte si sottolinea come il Consiglio Comunale non fosse informato o ne fosse informato solo parzialmente giacché i consiglieri Franco Corradini, Gianni Prati, Roberto Salsi e Ernesto D’Andrea propongono una interpellanza alla Giunta evidenziando che in “nessun atto ufficiale dell’Amministrazione Comunale è previsto un parcheggio sotterraneo in Piazza della Vittoria e in più di una occasione si è affermato che quest’ultima soluzione non è utile a una valorizzazione del centro storico, della zona universitaria e dei Teatri”(CC 13_07_2005).

Alcune curiosità:

  • nella seduta del 22 marzo 2006, con cui la Giunta delibera all’unanimità la sussistenza di interesse pubblico per la proposta dell’ATI CCC – ITALCANTIERI – CFC, l’assessore Ugo Ferrari (oggi vicesindaco) è assente;

  • Franco Corradini, dopo l’interpellanza “contro” il park interrato in piazza della Vittoria, diventa assessore e il 16 giugno 2010 vota a favore per la conferma della sussistenza dell’interesse pubblico del progetto dell’ATI promotrice, mentre risulta assente nelle sedute del 18 gennaio 2012 (GC_2012_12) e del 26 giugnio 2013 (GC_2013_137) in cui si perfeziona l’aggiucazione del progetto definitivo per l’intervento sotto piazza della Vittoria.

Progetto silos in Piazza della Vittoria, è giallo

Nell’elenco dei parcheggi interrati o silos, compaiono tre nomi, che indicano le zone dove l’amministrazione comunale intende lavorare. Seguendo alla lettera il testo, appena dopo «ex caserma Zucchi, piazza San Girolamo, piazza Vallisneri» troviamo dei puntini di sospensione. Un elemento di poco conto in apparenza, ma non se pensiamo che fra quei puntini si nasconde il nome di un’altra zona, decisamente importante, sulla quale la giunta intende operare: piazza della Vittoria. Come emerso nei giorni scorsi, in piazza della Vittoria, proprio di fronte al teatro Valli sono all’opera da qualche tempo tecnici ed operai che stanno procedendo alle operazioni di trivellazione del suolo e all’opera di carotaggio della zona.

In altre parole, lavorano all’estrazione di campioni di terreno per procedere in seguito ad un’analisi geologica. Fin qui, nulla di strano, visto che è possibile attuare fasi di studio del terreno, per verificare se una zona sia o meno idonea alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo.

Il problema è sorto nel momento in cui l’assessore Mimmo Spadoni ha fatto capire, in alcuni commenti rilasciati al nostro giornale, che nella piazza sarà realizzato con tutta probabilità un parcheggio che non è previsto nel piano triennale degli investimenti del Comune. «Se non ci saranno utili sufficienti derivati dalla gestione del futuro parcheggio – ha aggiunto poi l’assessore – il Comune sarà disponibile anche a pagare un canone annuo». Divero è il punto di vista del collega di giunta di Spadoni, l’assessore all’urbanistica Ugo Ferrari: «Nessuno sta parlando di costruire un parcheggio. I lavori in corso riguardano una eventuale quota aggiuntiva di box auto per residenti. Per noi il parcheggio del futuro rimane quello sotto la ex caserma Zucchi». A seguito delle dichiarazioni dell’assessore Spadoni, i Ds hanno presentato una interpellanza in consiglio comunale, chiedendo ragione dei lavori e postulando spiegazioni in merito ad un progetto di cui nessuno aveva mai sentito parlare.

Da anni si ventila l’ipotesi di una simile operazione nei dintorni del teatro Valli, ma il fatto che la Giunta intedesse procedere alla realizzazione non era noto, non solo alla città, ma neppure al consiglio comunale.

Così, una parte del centro sinistra si è mobilitata chiedendo lumi. «In nessun atto ufficiale dell’amministrazione comunale – dicono i consiglieri Ds Franco Corradini, Gianni Prati, Roberto Salsi ed Ernesto D’Andrea nell’interpellanza – è previsto un parcheggio sotterraneo in piazza della Vittoria e in più di una occasione si è affermato che quest’ultima soluzione non è utile a una valorizzazione del centro storico, della zona universitaria e dei Teatri».

Ai Ds si è aggiunta ieri Paola Donelli dei Verdi, che si è mostrata estremamente critica rispetto alla decisione di costruire un parcheggio. «Non si capisce bene perché stiano procedendo ai lavori – ci ha detto – Non ha senso costruire un parcheggio lì, siamo assolutamente contrari. In ogni caso, se costruiamo dei parcheggi in centro storico, significa che la gente potrà arrivarci in auto, non solo i residenti, ma anche chi viene da fuori».

Rispetto ad una possibile pedonalizzazione del centro, un bel cambiamento. Certo, potrebbe anche trattarsi di uno spostamento: invece di realizzare un parcheggio sotterraneo nell’area della caserma Zucchi, si potrebbe realizzarlo in piazza della Vittoria. «Qualora ci fosse uno spostamento però – dice Donelli – ne dobbiamo prima parlare in consiglio. E comunque non mi sembra che qullo sia il luogo adatto».

Sulla questione è intervenuto anche il Ds Franco Corradini, sollecitando una discussione della faccenda. «Spero che la questione si chiarisca al più presto – ha detto – e sollecito un dialogo immediato»”. [Articolo a firma di Francesco Borgonovo – Gazzetta di Reggio 15/06/2005]

link: http://ricerca.gelocal.it/gazzettadireggio/archivio/gazzettadireggio/2005/06/15/EC3PO_EC301.html

Gazzetta Reggio 15 06 2005

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Basta lagne sulla penale. Non siamo stupidi! Seconda Parte

Nella convenzione stipulata nel maggio 2011 tra Comune di reggio Emilia (stazione appaltante) e Reggio Emilia Parcheggi Spa (concessionario) è stata inserita la “clausola” prevista dalla ex legge Merloni:

Sia in caso di risoluzione della convenzione che in caso di revoca della concessione per motivi di pubblico interesse sono rimborsati al Concessionario ex art. 37 septies, comma 1 lett. a), b) e c), della L. 109/1997 s.m.i.:

il valore delle opere realizzate più gli oneri accessori, al netto degli ammortamenti, ovvero, nel caso in cui l’opera non abbia ancora superato la fase di collaudo, i costi effettivamente sostenuti dal concessionario;

le penali e gli altri costi sostenuti o da sostenere in conseguenza della risoluzione;

un indennizzo, a titolo di risarcimento del mancato guadagno, pari al 10% (dieci per cento) del valore delle opere ancora da eseguire ovvero della parte del servizio ancora da gestire, valutato sulla base del piano economico-finanziario in base alla sommatoria dei margini operativi lordi attualizzata al tasso di sconto pari al tasso medio ponderato del debito risultante dal piano economico-finanziario.

Le somme di cui al precedente comma 23.3 sono destinate prioritariamente al soddisfacimento dei crediti dei finanziatori del Concessionario e sono indisponibili da parte di quest’ultimo fino a completo soddisfacimento di detti crediti.

L’efficacia della revoca della concessione e’ sottoposta alla condizione del pagamento da parte del concedente di tutte le somme previste dai commi precedenti”.

Il citato articolo della ex legge Merloni introduce alcuni elementi che vanno intesi come segue.

La revoca è un provvedimento di autotutela attraverso cui le pubbliche amministrazioni possono riesaminare i propri precedenti provvedimenti (o i provvedimenti dei subordinati gerarchicamente) quando ritengono che tali provvedimenti presentino vizi di legittimità o vizi di merito o in base ad una nuova valutazione dell’interesse pubblico.

La revoca attualmente trova la propria principale disciplina nell’art. 21 quinquies della legge 241/1990 (come modificato per effetto dell’art. 14 della L. 15 del 2005): “Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell’organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti ”.

La revoca può essere legittima o illegittima. Perché la revoca sia legittima deve essere motivata, deve ottemperare all’obbligo di comunicazione, deve rispondere al presupposto dell’esistenza di ragioni di pubblico interesse e deve conformarsi ai principi del buon andamento dell’azione amministrativa (legalità, economicità, razionalità, imparzialità, trasparenza, efficacia e efficienza).

Oltre alla revoca la pubblica amministrazione può esercitare il proprio diritto di autotutela anche attraverso l’annullamento, ovvero quel provvedimento amministrativo che, ben motivato e rispondente a ragioni di interesse pubblico, rende nulli gli effetti di un precedente atto viziato da illegittimità (art. 21-nonies della legge 241/1990 ).

Il valore delle opere già realizzate e/o i costi effettivamente sostenuti dal concessionario rappresentano il cosiddetto “danno emergente”, cioè quello quantificato, e debitamente documentato, sulla base tutte le spese inerenti l’opera già sostenute.

D’altra parte, l’indennizzo a titolo di risarcimento del mancato guadagno rappresenta il cosiddetto “lucro cessante”, cioè in riferimento alla “ricchezza” che il concessionario non ha conseguito in seguito al mancato utilizzo della concessione stipulata con il concedente. Trattandosi di evento futuro e solo prevedibile, per ottenere il risarcimento sarà necessaria una ragionevole e documentata certezza circa il suo accadimento.

Diverse sentenze della giurisprudenza amministrativa (TAR, Consiglio di Stato etc.) hanno ribadito che che l’Amministrazione pubblica conserva pienamente, anche in presenza di un atto di aggiudicazione definitiva, i poteri di autotutela (di annullamento e di revoca) che le spettano in via generale per tutti gli atti amministrativi, ai sensi della legge 241/90, purché ricorrano, ovviamente, i presupposti ivi previsti.

Ebbene tali presupposti prevedono esplicitamente tre elementi di legittimità: la sussistenza di un preciso, attuale e concreto interesse pubblico (la cui valutazione è ampiamente discrezionale da parte dell’amministrazione pubblica) alla luce della comparazione di questo con le contrapposte posizioni consolidate del concessionario; l’obbligo di motivazione del provvedimento, in ragione del pubblico interesse e del buon andamento dell’azione amministrativa; il vincolo inderogabile di previa comunicazione alla parte interessata (concessionario) dell’avvio del relativo procedimento a’ sensi dell’art. 7 e ss. della medesima L. 241 del 1990.

Solo in queste circostanze, di fronte all’aggiudicazione definitiva di una concessione, si può affermare di essere in presenza di un’azione di autotutela esercitata attraverso un atto (revoca o annullamento) pienamente legittimo.

La giurisprudenza amministrativa è concorde anche sul fatto che l’obbligo generale di indennizzo dei pregiudizi arrecati dalla revoca di atti amministrativi, secondo quanto previsto dall’art.21 quinquies della L. 241/1990, sussiste esclusivamente in caso di revoca di provvedimenti definitivi (ad esempio di approvazione del progetto definitivo di un project financing o di approvazione dell’accordo tra stazione appaltante e concessionario). In tal caso, in presenza di un’azione di autotutela legittima da parte dell’amministrazione pubblica, l’indennizzo previsto deve essere limitato solo alle spese effettivamente sostenute e documentate dal concessionario in forza dell’opera sul provvedimento oggetto dell’azione di autotutela, con particolare riguardo alle spese per la redazione dei progetti, per la presentazione delle istanze, per le spese di istruttoria, di partecipazione al bando, nonché tutte le spese connesse alla realizzazione dell’opera e debitamente documentate.

Il cosiddetto danno da “lucro cessante” non può essere ricompreso nell’indennizzo da atto lecito.

In definitiva una determinata, concreta e legittima azione di autotutela da parte del Comune di Reggio Emilia non solo eviterebbe, in ragione di un reale e concreto iteresse pubblico a fronte di un affare privato che va a gravare sulla collettività, uno scempio e una devastazione annunciata in Piazza della Vittoria, ma limiterebbe l’indennizzo alle sole spese effettivamente sostenute dal concessionario. Indennizzo che parrebbe essere ben poca cosa di fronte al centinaio di box/posti auto che il Comune potrebbe acquistare, con fondi pubblici, al prezzo di 35.000 ciascuno.

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Diamo i numeri

I lavori per tutta Piazza della Vittoria inseriti ne terzo stralcio del Concorso Europeo di Progettazione, partito nel 2004, per la riqualificazione di Piazza della Vittoria e Piazza Martiri del 7 Luglio, prevedeva un valore presunto di 2.417.900,00 € e prevedeva sostanzialmente la ripavimentazione della piazza.

Nel punto II.4 dell AVVISO INDICATIVO LAVORI in project financing datato febbraio 2005 e emanato dal Comune di Reggio Emilia si parla di realizzazione di parcheggi interrati o silos (Zucchi, San Girolamo, Vallisneri etc.) del valore complessivo non superiore ai 15.000.000,00 €.

Nel Programma Triennale LLPP 2008_2010 è stata reiscritta la voce relativa al 3° stralcio delle piazze (ripavimentazione di piazza della Vittoria) per un valore di 3.000.000 € (+ 500.000 € rispetto al 2007) di cui 2.500.000 € in carico ai privati a cui è stata affidata la progettazione del parcheggio sotterraneo.

Dopo l’iter negoziale tra Comune e privato, il 16 giugno 2010 (GC_2010_142) la Giunta delibera l’approvazione del progetto preliminare della società di progetto “Reggio Emilia Parcheggi Spa” (CCC – CCM – APCOA Spa e FINAL) dal valore complessivo di 10.825.123,00 € + 100.000 € per la corresponsione di canone una tantum alla stazione appaltante (Comune di Reggio Emilia), con l’obbligo a carico del concessionario di pavimentare, sistemare e allestire quale pubblica piazza, a propria cura e spese, l’area sovrastante e circostante il realizzando Parcheggio Vittoria, in conformità al progetto approvato nel Concorso Europeo di Progettazione, per un costo a bilancio del Comune pari a euro 2.5000.000,00 €.

In definitiva, secondo la delibera GC_2010_142, la stima sommaria dei costi è di 10.925.123,00 €, di cui 498.000,00 € per la risistemazione del parcheggio a raso della ex Caserma Zucchi, 9.088.067,00 € per i lavori in Piazza della Vittoria, 500.000,00 € per attrezzature gestionali e 738.436,00 € di spese tecniche.

Il 24 settembre 2010 viene trasmesso il Bando di gara di procedura aperta e di successiva procedura negoziata, ai sensi dell’articolo 37 quater comma 1 lettere a) e b) della legge 11.02.1994 n. 109, per l’affidamento in concessione, con il sistema della finanza di progetto, della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione dei lavori di costruzione di un parcheggio interrato in Piazza della Vittoria, della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dei parcheggi a raso esistenti nell’area “Ex Caserma Zucchi”, della gestione dei predetti parcheggi al servizio del Centro Storico della Città di Reggio Emilia. L’importo dell’intervento, posto a base di gara in relazione al progetto dell’ATI pomotrice “Reggio Emilia Parcheggi Spa”.

Nel dettaglio il Bando di gara stabilisce, quale importo dell’intervento indicato nella proposta del promotore, le seguenti voci: spesa complessiva di 10.925.123,00 € di cui 10.086.687,00 € (Zucchi + Vittoira + attrezzature gestionali al netto d’IVA) per lavori, compresi gli oneri per la sicurezza, pari a 302.600,61 € non soggetti a ribasso, e 738.436,00 € per spese tecniche delle quali 267.400,00 € per spese sostenute per la predisposizione della proposta e 471.036,00 € quale stima delle successive spese di progettazione nonché delle spese tecniche afferenti la fase esecutiva, più 100.000 € di canone una tantum alla stazione appaltante.Il 9 febbraio 2011 la gara va deserta e la “Reggio Emilia Parcheggi Spa” si aggiudica definitvamente il project financing e l’iter burocratico entra nella fase negoziata della procedura.

Il 18 gennaio 2012 la Giunta, con delibera GC_2012_12, approva il progetto definitivo per un importo di 14.613.933,96per il park interrato di Piazza della Vittoria più 630.000,00 € per l’intervento di risistemazione del park nella ex Caserma Zucchi. Insomma un importo complessivo di 15.243.933,96 € per un incremento di 4.318.810,96 € rispetto all’importo indicato nel bando di indizione di procedura aperta e negoziata per il project financing.

Nella delibera di Giunta GC_2012_12 si specificano: per la ex Caserma Zucchi 487.440,00 € per lavori, 10.500,00 € quali oneri per la sicurezza e 132.060,00 € di somme a disposizione; per il park interrato in Piazza della Vittoria 11.685.711,84 € per i lavori, 140.228,54 per gli oneri di sicurezza e 2.787.993,58 € per somme a disposizione.

Come si può notare l’intero quadro economico è completamente stravolto sia rispetto al progetto preliminare, dichiarato sussistente di interesse pubblico con delibera di Giunta GC_2010_142, sia rispetto al bando con cui è stat indetta la procedura aperta e negoziata del poject financing.

Di fronte al considerevole aumento rispetto al progetto preliminare, l’amministrazione comunale se ne lava pilatescamente le mani giustificando la scelta con il fatto che il progetto preliminare, essendo stato approvato il 16 giugno 2010 con delibera GC_2010_142, non rientra nelle disposizioni del D.P.R. 207/2010, il quale prevede specificamente una verifica, da parte della stazione applatante, degli incrementi apportati alla progettazione definitiva. Piuttosto il progetto definitivo approvato rientra nelle disposizioni di cui agli articoli da 46 a 48 del D.P.R. 554/1999 che non prevedono alcuna fase di verifica o validazione del progetto definitivo elaborato e predisposto dal concessionario dei lavori.

In ogni caso, come confermato nella convenzione stipulata tra Comue e Reggio Emilia Parcheggi Spa, il progetto definitivo prevede la sistemazione dell’area di sosta della ex Caserma Zucchi per complessivi 698 posti auto tutti a raso destinati alla sosta a rotazione e la realizzazione di un parcheggio interrato di tre piani ubicato in Piazza della Vittoria per circa 420 box/posti auto da destinarsi a vendita in diritto di superficie e in parte alla sosta a rotazione, con la ripavimentazione, sistemazione e allestimento per l’intera estensione della piazza.

Con i carotaggi dell’estate del 2012 sopravvengono problemi relativi ad alcuni sottoservizi non censiti e con alcuni reperti archeologici individuati sotto la piazza. Quindi il progetto definitivo viene sottoposto a una variante con specifico riferimento alla parte riguardante il parcheggio interrato in Piazza della Vittoria. In pratica si riduce il numero dei piani interrati da te a due, passando da una profondità di scavo da meno 11 a meno 8 metri, e si riduce il numero dei box/posti auto che da circa 420 passano a 247.

Il quadro economico (GC_2013_137) del progetto prevede un totale generale di 13.058.417,07 € è così specificato in questo modo: lotto A, opere di risistemazione del parcheggio a raso ex Caserma Zucchi, 630.000,00 € di cui 508.191,67 € per i lavori, 10.548,33 € per oneri di sicurezza e 111.260,00 € per somme a disposizione; lotto B, opere per lo spostamento dei sottoservizi relativi a Piazza della Vittoria e Viale Allegri, 1.122.414,07 €; lotto C, opere per la realizzazione del pacrheggio multipiano interrato in Piazza della Vittoria, 11.306.000,00 € di cui 8.161.661,61 € per i lavori, di cui 204.016,54 € per oneri di sicurezza, 500.000,00 € per scavo archeologico e 2.441.321,85 € per somme a disposizione.

Rispetto all’importo posto a base di gara nel bando di procedura aperta e negoziata del project financing permane un incremento di 2.133.294,07 €. Ma al di là degli incrementi rispetto al bando di gara sia del prgetto definitivo sia della sua variante approvata, un aspetto rilevante è l’analisi dei costi medi di realizzazione per singolo box/posto auto del park interrato Vittoria. Anche perché più che un project financing la variante apportata al progetto definitivo assume le caratteristiche vere e proprie di un’operazione immobiliare, giacché i 247 box/posti auto sono tutti destinati alla vendita per la cessione del diritto di superficie. Ma allora che bisogno c’è di un project financing che di per se si delinea come uno strumento per la gestione di un bene o di un servizio e non per la possibilità data ad un privato di vendere un bene comune?

Nell’importo indicato nel Bando di gara per la realizzazione del park interrato (10.295.123 € ottenuti sottraendo i 630.000 € dai complessivi 10.925.623,00 € per l’intervento alla ex Caserma Zucchi) il costo medio di realizzazione per box è di circa 25.000 €.

Se si tiene presente il valore stimato nella delibera GC_2012_12 (14.613.933,96) per il park interrato, allora il costo medio per box è di circa 35.000 €.

Infine stando all’importo (11.306.000,00 €) definito per il park Vittoria nell delibera GC_2013_137 che approva la variante al progetto defintivo, i costo medio è di circa 45.000 €.

Insomma, stando al costo medi di 45.000 € per ciascun box, si sta parlando di un’operazione immobiliare con rischio di impresa molto alto, speciee se si tiene conto che ogni box pare che sia messo in vendita ad un prezzo tra i 52.000 € e i 54.000 € e che al momento le manifestazione di interesse sono state 87 su un totale 247 box.

Quindi o c’è qualcosa di poco ortodosso nei valori stimati o il rischio di impresa di quest’operazione immobilia è solo in apparenza. Consideriamo la seconda delle ipotesi.

Secondo l’atto di accordo parcheggi 28_11_2012 tra Comune e privato concessionario, qualora quest’utlimo si determini ad alienare a terzi la proprietà superficiaria di uno o più tra i box o i posti auto da realizzarsi nel park Vittoria ad un prezzo pari o inferiore a 35.000 € ciascuno, esso è obbligato a trasmettere al Comune una proposta di vendita avente ad oggetto i medesimi posti auto o box.

Ora i posti invenduti al momento sarebbero 160 e se tutti fossero acquistati dal Comune al prezzo pattuito in accordo allora la spesa totale, con soldi pubblici, sarebbe di 5.600.000,00 €, abbastanza per coprire i costi per le opere indicate come sussistenti per l’interesse pubblico, cioé i 2.5000.000,00 € stimati per la ripavimentazione della piazza, i 500.000,00 € per lo scavo archeologico, i 1.122.414,07 € per lo spostamento dei sottoservizi e i 630.000,00 € per la risistemazione del parcheggio ex Caserma Zucchi.

A questo punto il concessionario si ritroverebbe con un incasso di 5.600.000,00 + 4.524.000,00 € (per la vendita dei famosi 87 box a 52.000 € ciascuno) per un totale di 10.124.000,00 € ancora inferiore al valore di 13.058.417,07 € specificato nel quadro economico della variante al progetto definitivo.

Ma l’equilibrio economico-finanziario del concessionario (inteso come la copertura del servizio del debito del concessionario e la remunerazione del capitale investito da questo) è assicurato, a titolo di controprestazione, oltre che dalla cessione a terzi dei posti auto previsti, anche dalla gestione dei parcheggi interrati (park Vittoria) e in supericie (ex Caserma Zucchi) facendo propri i proventi derivanti dalla gestione stessa, nonché dalla gestione temporanea degli stalli a rotazione.

Inoltre la convezione stipulata tra Comune e Concessionario prevede una revisione concordata delle condizioni della concessione in presenza di eventi o di circostanze, non imputabili al concessionario, che alterino i presupposti e le condizioni di equilibrio economico finanziario. Tra questi eventi vi è “il mancato raggiungimento di un livello minimo di ricavi, non dipendenti da fatti o scelte imputabili al concessionario, sufficiente ad assicurare la copertura dei costi operativi di esercizio dei flussi di cassa a servizio del debito”. Ciò vuol dire, come descritto nell art. 11 bis 2 della convenzione, che il concessionario, nel caso in cui i ricavi dalla sosta a rotazione o dalla cessione a terzi dei box non siano sufficienti a coprire la copertura dei costi sostenuti, può concordare con il comune una revisione delle tariffe orarie della sosta a rotazione, dei prezzi di cessione dei box a terzi, della durata della concessione o “altra misura compensativa adeguata”. Per di più la “revisione concordata potrà avere ad oggetto, a scelta del concedente, anche o in alternativa a quanto sopra, la possibilità da parte del concessionario di ottenere in concessione, ad eventuale titolo di riequilibrio, aree di sosta di superficie già tariffate o da sottoporre a tariffa, comunque previa accettazione delle stesse da parte del concessionario”.

Tutto questo, in parole povere, significa che fra qualche anno a Reggio Emilia potremmo ritrovarci con un park interrato sotto piazza della Vittoria (che intanto si sarà svutata di socialità e attività commerciali e economiche per via dei lavori) con una metà dei box privati e l’altra metà acquistati dal Comune ma dati in gestione, per la sosta a rotazione, al concessionario il quale, già in possesso della gestione della ex Caserma Zucchi, non avendo raggiunto la renumerazione del capitale investito, si vedrà regalata la gestione di molti, se non tutti, i parcheggi pubblici della città in monopolio.

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1995: Vicenza crolli causati da uno scavo. Risarcimenti record (750.000€) dopo 14 anni.

IL CASO. Il giudice civile ha condannato committente, costruttore, direttore dei lavori e Comune a rifondere gli abitanti che furono sgomberati. I lavori per il nascente Hotel de la Ville provocarono crepe e danni alle palazzine vicine: dopo 14 anni i residenti hanno giustizia

I residenti avevano ragione. Ci sono voluti 14 anni per il primo grado, ma ora anche la giustizia lo ha confermato. I danni causati nelle abitazioni e nei negozi di via Rattazzi e di corso S. Felice, in città, che costrinsero residenti e commercianti a sgomberare case e attività, furono provocati dalla negligenza di chi stava costruendo l’Hotel de la Ville e dal Comune di Vicenza, che avrebbe dovuto verificare e non lo fece con la solerzia necessaria. Il giudice del tribunale civile di Vicenza Federica Fiorillo (il quinto, in questi anni, ad occuparsi della vicenda) ha infatti condannato committente, costruttore, direttore dei lavori e Comune a risarcire chi patì crepe e crolli per complessivi 745 mila euro.
LA VICENDA. Era il 1995 quando iniziarono i lavori per la realizzazione dell’Hotel in corso S. Felice. Per le fondamenta, fu compiuto uno scavo di notevoli proporzioni, e dopo qualche giorno i residenti iniziarono a notare le prime crepe in strada e sui muri. Fu interessato il Comune, oltre che il committente, ma i lavori proseguirono normalmente. Fino a quando, nel marzo ’96, dalle crepe si passò ai primi crolli e i vigili del fuoco evacuarono 11 famiglie dalle palazzine di via Rattazzi, costringendole a sgomberare per tutelare la loro incolumità. La polemica scoppiò furibonda e coinvolse l’allora amministrazione, guidata da Marino Quaresimin, con l’assessore Luigi Cappellari al centro degli attacchi politici. Dopo lo sgombero il pm Tonino De Silvestri avviò un’indagine per disastro colposo, che si concluse con assoluzioni e archiviazioni. Non emersero responsabilità.
LA CAUSA CIVILE. La causa fu promossa dalla famiglia Crestanello, con Paolo (futuro promotore, proprio a partire da questa vicenda, del Comitato contro gli abusi edilizi), i fratelli e i cugini, Mario Moretto e Andreina Veronese, assistiti dagli avv. Valerio Sorrentino, Marco Giaretta e Giovanni Bertacche; dalla famiglia Meneguzzo (avv. Aldo e Luca Massignani), proprietaria di una falegnameria; e dalla società Gelathos (avv. Alessandra Capuano Branca), proprietaria di una gelateria. Con posizioni diverse, chiedevano i danni alla “Vigim srl”, committente del cantiere (avv. D’Albora e Cortese), alla “Immobiliare S. Lucia” del geometra Carlo Valle, che eseguì i lavori (avv. Givani), all’architetto Alberto Monero, direttore dei lavori (avv. Pileci) e al Comune (avv. Tirapelle). Nella causa – per la quale il tribunale aveva disposto il sequestro preventivo di proprietà per 1,3 milioni di euro – sono stati coinvolti anche altri professionisti poi usciti di scena e le assicurazioni.

LA SENTENZA. Il giudice ha ritenuto che mancassero i necessari studi geotecnici preventivi per lo scavo, e che il diaframma di protezione che venne realizzato non era sufficiente. Non solo, non erano stati depositati i calcoli al genio civile. Quindi, la responsabilità del crollo e dei danni è di chi ha costruito, oltre che del Comune per omessa vigilanza e controllo. Il primo intervento del Comune giunse quando i lavori di scavo erano quasi ultimati: troppo tardi, rispetto alle segnalazioni dei residenti. Il Comune, fra l’altro, aveva chiesto il risarcimento delle spese sostenute: domanda respinta, perchè se avesse provveduto in tempo avrebbe evitato il danno. I Crestanello riceveranno in solido circa 500 mila euro, 106 i Meneguzzo, 60 la gelateria. Secondo i residenti, peraltro, i calcoli degli interessi non sarebbero corretti, e mancherebbero all’appello circa 150 mila euro. «Dopo 14 anni la giustizia è già lesa per il tempo trascorso – ha commentato l’avv. Sorrentino -. Nessuno finora ha pagato una lira per i residenti. Siamo comunque soddisfatti per una sentenza che ha visto accolte tutte le nostre tesi».

Tratto da

http://mobile.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/156927_risarciti_con_745_mila_euro_per_i_crolli/

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