L’unico “flop” è la cronaca superficiale!

Facciamo subito chiarezza. Il Comitato non è interessato a numeri o cifre, ma ai legittimi contenuti della protesta e delle proposte perché è da questi aspetti che si misura la serietà di una lotta.

Detto ciò, carissmi giornalisti, se proprio vi interessa parlare di cifre, allora vi diciamo che per quanto vi siano state 50/60 presenze attive al presidio, d’altra parte, in sole 3 ore, sono state raccolte, tra il presidio e gli esercizi commerciali dell’isolato san rocco, circa 500 firme. Questo vuol dire che almeno 500 persone si sono avvicinate per portare la propria solidarietà e il proprio sostegno alle ragioni del Comitato No Parcheggio Piazza della Vittoria… un dettaglio che, evidentemente, vi è sfuggito!

In merito alla cinquantina o poco più di presenze attive al presidio, non ci interessa nasconderci dietro il fatto che il presidio è stato organizzato in soli 5 giorni o che molti sono ancora in ferie. Obiettivo del presidio era quello di portare in piazza le legittime ragioni del NO PARK VITTORIA e ci siamo riusciti. L’evento di sabato, che non è stato un sit in come erroneamente è stato riportato in alcuni giornali, ha rappresentato il primo momento di controinfromazione e comunicazione pubblica per fare trasparenza su uno scellerato progetto tutt’altro che trasparente e partecipativo

Ma le iniziative non si fermano qui e già nei prossimi giorni sono in programma altre assemblee per discutere sull’organizzazione di nuovi eventi e di nuove azioni. Del resto la nostra determinazione trova sostegno anche nelle tante attestazioni di stima dei reggiani e delle reggiane. Infatti, volendo ritornare alla questione dei numeri, in appena un mese scarso dal lancio della petizione, le firme raccolte superano le 2000 unità. Ciò significa che almeno 2000 persone hanno sottoscritto la propria contrarietà ad un’opera inutile, pericolosa, dannosa, priva di interesse pubblico, affare di pochi privati e frutto soltanto di una speculazione immobiliare e finanziaria attuata sfruttando un bene della collettività, per altro sottoposto a vincoli artistici, culturali e paesaggistici.

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